Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

PERCHE’ POLLICINO….

Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.
J. Wolfgang von Goethe

Pollicino  come lo vede Elena De Angelis

La storia è conosciuta.

Una coppia di coniugi che vive nel bosco, il padre di fatto è un taglialegna, in preda alle difficoltà, non potendo nutrire i loro sette figli, li abbandona. Lasciamo stare i moralismi. Succede così nella favola dei fratelli Grimm. Dei sette poveretti, uno è veramente speciale. E’ il più piccolo, infatti, si chiama Pollicino perchè alto come un pollice, ma è anche il più ricco di arguzia e problem solving, per dirla in termini moderni. Consapevole della fine che sta per fare con i fratelli, si carica di sassolini bianchi le tasche e lasciandoli per la strada, si disegna una mappa per il ritorno a casa. Quando poi i genitori ci riprovano e li abbandonano di nuovo, finiti i sassi ci prova con il pane, ma trova degli uccelli più affamati di lui a ripulire la strada. I sette trovano riparo in un palazzo fantastico dove una gentile padrona di casa li ospita ma poi gli confessa che suo marito, un poco piacevole Orco mangia bambini, se li vede in casa li trasforma nella sua cena. Il nostro piccolo eroe, allora, scoperto che l’Orco ha sette figlie, lo raggira e lo porta a mangiare le sette bambine, salvando se e i fratelli. Poi, non pago, ruba gli stivali delle sette leghe al crudele Orco, grosso ma non tanto sveglio, lo fa finire in un dirupo, si fa dare dalla vedova dei soldi con l’inganno e torna a casa ricco e felice, riprendendosi la sua famiglia, riscattando la povertà con la sua furbizia, sebbene non proprio onesta e senza ombre.

Ma, in fondo, è solo un bambino. Cosa c’entra questa cruenta favola con il blog di una psicologa? Senza scomodare la mitologia, i parallelismi e le interpretazioni, si vuole semplicemente sottolineare come non sempre la possanza fisica sia la sola strada. Come in tante storie, antiche e moderne, pure nella più terribile delle situazioni ( ed essere abbandonati dai propri genitori per venir mangiati da un Orco sembra abbastanza infelice, invero) si ha la possibilità di tirar fuori delle qualità, risorse, competenze capaci di riscattare la situazione, se non a favore, per lo meno in maniera tale che non ci faccia troppo male.

Ques Blog vuole raccontare storie, eventi, personaggi, film, idee che possono sembrare piccole ma nascondono una grande forza, il più delle volte non di natura fisica, la forza che è dentro la vita di ognuno di noi. Quindi, dietro ad ogni riflessione, spesso scaturita dalla cronaca e dalla quotidianità o dai temi centrali delle nostre giornate, c’è la possibilità di una “arma segreta” buona contro tutti i tipi di orchi, metaforici quando non reali, di cui sono popolate le nostre vite.

Utilizzando gli occhiali della mia personale cultura psicologica, e non solo, intendo affrontare argomenti di natura diversa sperando di offrire al lettore possibili stimoli di riflessione. Qualora non riesca, non me ne voglia chi troppa fiducia ha riposto nella mia lettura. E’ noto che “Se hai un eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso” (Sheldon B. Kopp).

Buona lettura,

Marzia Cikada

Psicologa, Psicoterapeuta

Un commento su “PERCHE’ POLLICINO….

  1. davide
    31 gennaio 2014

    Buonasera, sono un orco mangiabambini. Forse dovrei smettere ma non vedo altra strada che questa. Vago nella nebbia alla ricerca di un faro che sembra sempre più lontano, nella speranza di incappare in un guerriero capace di sedare per sempre il mio appetito….
    Le storie della tradizione appaiono oggi come qualcosa di illeggibile ad un bambino. Eppure sembriamo esserne più preoccupati noi che loro probabilmente. La realtà è che qualcosa di noi bambini ce la portiamo dentro tutta la vita e a meno di esperienze traumatiche ci sembra di rimanere sempre gli stessi: indifesi o invincibili.
    Forse siamo l’unica specie in cui un pollicino può sopraffare un orco.
    Solidarietà agli orchi!

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