Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Felici sul Lavoro – Psicologia in Ufficio 1.

Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice.
Umberto Saba

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Passiamo molto tempo a lavoro. E’ bene sceglierlo con cura e, quando la vita non ce lo avesse reso possibile, se proprio non possiamo cambiarlo, cambiare il nostro modo di essere sul lavoro. Perchè una vita di brutte giornate al lavoro fa male, a noi, alle nostre relazioni, al nostro modo di vederci e di porci con gli altri. Invece, stare bene sul lavoro, rende felici, fa stare bene, ci aiuta anche fuori dal lavoro stesso. E sarebbe buona cosa che anche i datori di lavoro ascoltassero queste parole, perchè un gruppo soddisfatto rende di più , produce meglio, fino ad una produttività aumentata del 12% (parola della Warwick University ) e non è roba da poco. Perchè ascoltare le esigenze di chi lavora non è tempo perso ma potrebbe definirsi come il migliore degli investimenti.

Ma oggi parliamo del lavoratore e non del datore di lavoro, ci basti sapere che per fortuna esistono luoghi di lavoro, un su tutti Google per esempio, dove la persona è posta in condizione di lavorare al meglio, quasi senza rendersi conto di farlo. Ma ne parleremo.
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Ma diciamolo con qualche parola in più:

La SCELTA E’ importante seguire una passione, non solo un interesse, darsi la possibilità di fare il mestiere giusto. Sarei una pessima commercialista, per esempio, non ne ho nessun talento. Confucio, diceva che se si sceglie un lavoro che si ama, non si sentirà affatto di lavorare,  mai. Quindi sarebbe un bene scegliere il lavoro che più ci corrisponde, senza lasciarsi vincere dalla rassegnazione e dalla sfiducia, una alternativa c’è, quasi, sempre. Bisogna cercare di capire come realizzarla. Benché potrebbe capitare non sia sempre possibile. Ma è importante sapere, che troppe persone, che vivono come sgradevole il proprio lavoro, finiscono con l’ammalarsi o il ferire la propria autostima proprio perchè c’è un legame tra il  vergognarsi del proprio lavoro e il rispetto verso se stessi.  E’ poi importante, una volta che un lavoro lo si ha, ritagliarsi un ruolo in cui si sente di contribuire ad uno scopo, dando significato al proprio operato, quale esso sia. Molto spesso non viene attribuito uno scopo al lavoro di alcuni, ecco, proprio in quelle occasioni è bene che siamo i primi a dare senso al nostro impegno.

Domanda: “Dove vogliamo arrivare? A cosa ambisco nel mio lavoro?


COMUNICARE. Il luogo di lavoro è spesso il posto dove più abbiamo bisogno di farci ascoltare nel modo giusto e di parlare  in maniera chiara, pulita ed assertiva. Cosa si intende per assertività? La capacità di comunicare in maniera affermativa, esplicitando le proprie opinioni nel modo migliore perchè vengano accolte, senza paure e remore nè aggressività di sorta. In pratica, è possibile imparare a migliorare la propria autostima, lavorando su come prendere decisioni e comunicarle al meglio, tollerando le molte ambiguità e superando un gioco tra vittima o manipolatore, restando attivi e sereni. Per esempio, anche la GENTILEZZA, è un bene prezioso sul lavoro, non facciamo mai in modo che qualcuno possa dire “E non mi ha nemmeno ringraziato!”

Domanda: “Posso comunicare meglio di come faccio?


DEFINIRE I CONFINI. E’ importante capire che il lavoro ha uno spazio tutto suo. Il lavoro non deve essere il primo pensiero, ci siamo sempre noi e noi abbiamo anche altre cose e relazioni importanti nella vita. Ci aiuta a tenere una distanza tra il lavoro e la nostra vita, anche la possibilità di lasciare alcuni informazioni in ufficio. Anche piccole cose che sembrano non importanti, possono finire con il pesare con il nostro tempo libero. Per questo è bene che si lascino appunti sul lavoro e non ci si porti via nulla a memoria nella nostra testa, la libereremo di quello spazio che potrà riempire di altro e personale. La nostra serenità è fondamentale, dobbiamo tenere noi le redini della nostra vita, sapere dove siamo e perchè, accettare di fare nostra la responsabilità di bilanciare la vita privata e quella lavorativa, senza che una si mangi l’altra.

Domanda: “So dove finisce il lavoro e inizia la mia vita?


SUPER COLLEGHI. Un buon rapporto con gli altri, permette di stare bene e far star bene. Se si vivono i colleghi come una tortura, sia che li si veda di troppo superiori o inferiori, sarà difficile star sereni. Proviamo intanto a capire come li vediamo e dove ci posizioniamo rispetto a loro. E poi chiediamoci quali siamo i loro scopi. In fondo, siamo tutte persone, anche gli altri cercano come noi di stare al meglio possibile, il posto che gli abbiamo dato nella nostra personale scala, riesce a sentire e rispecchiare questo? Entrare in contatto con loro in maniera tra pari, ci permetterà anche di manifestare il nostro pensiero in maniera più equilibrata.

Domanda: “Come mi sento rispetto ai miei colleghi? Come li vedo rispetto a me?


TIME MANAGEMENT. Il tempo non deve essere un nemico. Prima di tutto le parole di H. Jackson Brown Jr.

“Non dire che non hai abbastanza tempo. Hai esattamente lo stesso numero di ore in una giornata che è stato dato a Michelangelo, Pasteur, Madre Teresa, Leonardo da Vinci e Albert Einstein.”

Ora, facciamo del nostro tempo il migliore alleato possibile. Le nostre giornate strapiene di tutto, dalle chat su Whatsapp alle email, alle relazioni, riunioni, mansioni e i bambini da prendere a calcio, possono essere gestite senza che ci si senta travolti. Dobbiamo imparare a ritrovare il senso del tempo, rallentandolo quando necessario. Anche imparando la meditazione, per esempio, di Mindfulness sul lavoro ormai si parla con una certa serenità, ma se non è quello che sentite adatto a voi, trovate il vostro modo di essere presenti nel tempo. Ritagliatevi il vostro tempo. Impiegatelo per una passeggiata al posto della Metro verso casa, per esempio, fate sport, leggete un libro su una panchina, ballate, fermatevi a prendere un lungo caffè ( ma fermatevi non fatelo mentre siete occupati a parlare, scrivere, pensare ad un progetto, il multitasking non fa bene, ricordatelo!).

Domanda: “Come organizzo la mia giornata di lavoro? Quanto sono focalizzato durante la giornata? Riesco a fare una cosa alla volta?


FACCIAMO ORDINE. Iniziamo dalla nostra scrivania: in che stato si trova? Bene, adesso facciamo ordine. Avere un ordine sul lavoro ci permette di fare pulizia anche tra le idee, ci organizza il pensiero e non ci fa perdere tempo ed energie. Per questo è bene fare liste di quello che serve, di quello che è da fare, delle urgenze. Diamo poi priorità dove necessario. Segnaliamo fin dove possiamo arrivare e se non riusciamo, impariamo a delegare.

Alcuni studi stanno segnalando come a partire dal design di un ufficio si riesca a mettere le persone in condizione di lavorare al meglio. Dove non possiamo rivoluzionare il mondo del nostro ufficio, partiamo dalla nostra scrivania. Se la manutenzione di un posto di lavoro è argomento fondamentale per la sicurezza, l’ordine deve essere un nostro modo di appropriarci del tempo e dello spazio che il nostro lavoro occupa. Senza rendercene conto, ordinando la nostra scrivania, le cartelle del nostro PC, i nostri spazi, stiamo facendo ordine nella nostra vita. Mettendo le cose al posto giusto, per noi, sistemiamo e diamo fluidità al nostro pensiero. Dal Giappone è arrivata da tempo quella definita come la “filosofia del riordino”, e il testo di Marie Kondo (“Il Magico Potere del Riordino” ed.Vallardi è stato un caso editoriale nel 2015) suggerisce proprio come fare per trasformare il caos in ordine e benessere. Cominciamo dalla scrivania.


AVERE CURA DI NOI. Noi siamo sempre il nostro obiettivo, quanto abbiamo accennato in questo post deve essere fatto per noi. Per noi la pausa caffè senza impegni per la testa, per noi il giorno di vacanza quando proprio non riusciamo più, per noi spegnere il laptop mentre torniamo a casa e leggere un libro di avventure. Siamo il nostro mondo, il nostro strumento migliore, dobbiamo ricordarci di chi siamo e dei nostri bisogni. La famiglia, le relazioni, dobbiamo averne cura, un giorno il lavoro potrebbe mancare, ma loro ci saranno sempre. Quel viaggio tra i boschi che rimandiamo sempre, troviamo il modo di farlo entro 3 settimane. La telefonata all’amico lontano che non sentiamo perchè alla fine ci si perde tra email e relazioni, facciamola ora. Anche il nostro CORPO ha bisogno di attenzioni. Troviamo una palestra, uno sport, facciamo passeggiate, mangiamo con calma e cose buone e non solo per riempirci. Il lavoro  è una parte importante della nostra vita, è meraviglioso essere felici sul lavoro, soddisfatti di quello che realizziamo ma non è la nostra stessa vita.


Pollicino:  Tutti quelli che hanno un lavoro e cercano di starci bene

L’Orco:  Lasciare che il lavoro regni sulla vita, rassegnandoci a quello che non funziona

L’arma segreta: Imparare a star bene sul lavoro, assertivi, sereni, felici

 

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