Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Il dono di Domani – PsicoAuguri di Rinnovamento!

So the next time you’re faced with something that’s unexpected, unwanted and uncertain, consider that it just may be a gift.

Stacey Kramer

(Trad. Quindi, la prossima volta che dovrete affrontare qualcosa di inatteso, indesiderato e incerto, considerate il fatto che potrebbe semplicemente trattarsi di un dono.)

2016Arriva l’anno nuovo. E ADESSO? Siamo pronti a cambiare anno? Probabilmente in molti no. Ma non serve. Il tempo non aspetta il nostro tempo. Capodanno. Ovvero, il potenziale di possibilità che si nasconde dietro il conto alla rovescia, il gusto agrodolce di un futuro che sembrerebbe cominciare domani, nel giorno 1 del nuovo anno. Il mondo non  è ancora finito, con buona pace dei catastrofisti, ma di tragedie,  piccole e grandi, l’umanità è ben piena. Eppure al conto alla rovescia sono due le emozioni che faranno vibrare gli animi, quella rassicurante di poter chiudere con quanto di spiacevole si sia vissuto nello scorso anno e l’altra, stimolante, che qualcosa di indefinito e nuovo possa davvero accadere. Sono molte le cose terribili che possono essere accadute, ma alcune di loro potrebbero essere il dono di domani che fa al caso nostro per riscoprire il bello che c’è e la nostra forza.

Ogni anno è bene pensare a quale  cambiamento personale si vuole realizzare. Ma non è mai facile. Si tratta di una sfida che impegna e fa paura. La crescita individuale, rappresenta però l’unico modo veramente efficace per poter competere con certi eventi che segnano la vita di tutti. Così, trasformare il dolore ( un amore finito, un fallimento lavorativo, una delusione sulle proprie aspettative) in motivo di cambiamento personale positivo, rendendo parte integrante della nostra storia anche le lacrime versate, diventa il solo modo per scrivere un nuovo capitolo del proprio intimo romanzo. Munendoci della giusta creatività e cercando di mollare la presa sul bisogno di controllare la nostra vita, irrigidendo di molto la possibilità di riconoscersi e conoscere emozioni nuove. Con il giusto aiuto, non sarà neanche tanto impossibile come ce lo immaginiamo.

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Spesso, spinti dalla paura, siamo soliti esagerare le dimensioni del nostro problema (“ho il primo capello bianco non sarò MAI PIU’ attraente”), costruendo la nostra personale e  catastrofica visione del mondo e delle nostre possibilità (“Morirò solo perchè non sono più attraente”), rendendo regola generale  quanto logicamente non lo è, trasformando una esperienza nel tutto ( “Ho fallito un esame, non ne supererò mai uno”), finendo con l’ignorare le possibilità positive che ci sono invece dentro e tutto intorno a solo provare a guardare ( persone che trovano attraenti i capelli bianchi, esami fattibili pronti ad essere affrontati, un buon carattere che non abbiamo mai valorizzato, qualcuno che vorrebbe avvicinarsi e non viene considerato, etc). Prima regola è prepararsi al nuovo permettendoci di pensarlo e di dargli spazio.

Divisi tra la stasi, il comodo divano dove anche la tristezza è ben accetta perchè conosciuta, e il desiderio di ricerca di un nuovo modo di vivere, noi tutti affrontiamo il nuovo anno sapendo che saranno molti i falsi equilibri che dovremmo mettere alla prova, le crisi che ci troveremo a superare, le possibilità che queste ci offriranno per cambiare in meglio e crescere ancora di un po’. Certamente per chi ha imparato a gestire con rigidità la propria vita sarà ben più dura, se non intollerabile, l’eventualità di accettare di poter essere e accogliere altro ( altro che sono persone, punti di vista, strategie di fronte ai problemi, emozioni e alternative). La rigidità di certi confini che siamo capaci di costruire è di certo protettiva di una qualche specie di equilibrio ma troppo spesso tiene lontana anche l’occasione di una crescita e di una esperienza positiva di se e del mondo. Eppure in questi casi, spesso supportati da vere e proprie patologie, il rifugio offerto dal conosciuto seppur infelice è preferibile all’ignoto benchè forse migliore. Non prendiamo a calci questi muri finché non sia chi li ha costruiti ad aprirne, anche di poco, la porta.

change.jpegIl Nuovo Anno potrebbe essere una buona occasione per trovare la ricetta buona a superare la propria crisi personale, affrontare il cambiamento che verrà, inventare nuovi modi di rispondere ai propri problemi, conservando saldi i principi che ci rendono essenzialmente quello che siamo, cercando di continuare ad avere fiducia in quanto si vuole ottenere, mantenendo ben chiari i propri obiettivi, nonostante ostacoli e trabocchetti che noi stessi ci tenderemo o le imboscate che il mondo esterno ci preparerà.

Come piccoli grandi eroe, tanti Pollicino, pronti a scovare risorse dove non si credeva di aver nulla, piccoli forse davanti a difficoltà spesso troppo grandi ma capaci di guardare la realtà con occhi diversi, lasciando correre il pensiero ( quello cosiddetto laterale) e la creatività verso altre soluzioni, finchè finisce che le cose cambiano davvero.

Abbiamo poi la novità, la terrorizzante possibilità data dal conto alla rovescia di immaginare che il nuovo anno sia davvero nuovo e insieme averne piacere e paura. Perchè spesso  la possibilità di un cambiamento anche se in positivo, spaventa più di una conosciuta sofferenza. Accogliere il nuovo non è banale come potrebbe sembrare. Ma niente è banale nella vita, signori miei. Quindi, se immaginare del nuovo nei propri giorni o anche solo l’idea di cambiare la percezione della propria vita, fa tremare, accogliamo anche quella paura e proviamo a pensarla come qualcosa di tutto sommato normale, da salutare però, superandola per andare oltre. Buon anno 2016!

I cambiamenti non avvengono mai senza inconvenienti,
perfino dal peggio al meglio.
Richard Hooker
 
 
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Questa voce è stata pubblicata il 28 dicembre 2015 da in Psicologia e non solo con tag , , , , , .
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