Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Come ti Ricatto il Cuore ( e come posso Liberarlo)

Le parole hanno uno strano potere. In mani esperte, manipolate con brio, vi imprigionano.
Diane Setterfield

Le relazioni sono una cosa complicata. E’ vero. Ma questo non significa che dobbiamo averne paura e lasciarci ricattare dalle persone che incontriamo, per paura di valere poco o che non ci saranno altre occasioni. Invece, ogni giorno sono molte le persone che si lasciano manipolare in questo modo, dando li potere a chi hanno vicino di portarle a fare quanto credono, legando le proprie emozioni e vite a persone che usano la colpa e la fragilità come armi a favore. Niente da fare, in forme e modi diversi, la manipolazione è tutto intorno a noi. Per questo sarebbe bene fare attenzione a come comunichiamo con gli altri e a come gli altri comunicano con noi ( e con quali effetti).

Esempio 1. Al bambino che freme per uscire in cortile a giocare a pallone, la mamma dice “Certo, se mi volessi bene finiresti i compiti, per giocare hai sempre tempo.” Cosa farà il bambino?

Esempio 2. Mentre si decide dove andare in vacanza o a cena o si discute della possibilità di una uscita non in coppia, nello scambio tra i partner uno utilizza parole condite da un “Lo dico perchè amo più te di me stesso” o “Lo faccio/dico per te, anche se mi fa male” e ancora “Tanto se non esci stasera non ti cambia niente, no?” Come verranno prese le decisioni a seguire?

Esempio 3. La migliore amica di una adolescente mentre si discute dell’uscita del sabato sera.  “Scegli pure tu dove andare. Certo, mi spiace molto se non andiamo dove ti dicevo ieri, ci penso da giorni. Ma scegli pure tu.” Cosa sceglierà la ragazza, con molta probabilità?

Esempio 4. Un papà chiede al bambino di fare le cose in un certo modo. Perché altrimenti mamma starà male, e ” noi non vogliamo che mamma pianga, vero?” Il bambino cercherà altre strade oltre a quella proposta?

In ognuno di questi esempi, la risposta che viene scelta, di solito, è quella suggerita tra le righe. Viene accettato come un legame/una responsabilità quello che viene detto nelle frasi. Altrimenti si farebbe star male qualcuno, si sarebbe cattivi, non ci vorrebbero più bene etc Fare quello che vuole la mamma, il marito, la compagna, l’amica del cuore. Quello che sta accadendo è che siamo parte di un RICATTO EMOTIVO. Il nostro desiderio di essere amati, approvati, accettati , insieme al non voler far star male chi amiamo, ci porta a mettere i nostri bisogni in fondo alla lista delle cose da rispettare. Dall’altra parte si fa leva sulla poca stima di sé, magari sulla poca maturità e autonomia delle persone, sul potere indiscusso di una cultura del senso di colpa. Ed ecco che la manipolazione affettiva è servita.

Nasce sempre da cattive intenzioni? No. Molte persone non riescono a usare altro strumento che non il ricatto per portare le persone che amano a stargli vicino. Non riescono a dare valore alla relazione in altro modo, negandone in questo modo la scelta libera e il rispetto dell’altro. Molte persone non sanno parlare di emozioni, affetti e non sanno chiedere semplicemente, a parole. Si devono far forza con il bastone del ricatto e della colpa, perchè non pensano che le loro richieste verrebbero accettate altrimenti. O vivrebbero come terribile, la messa in discussione di un loro desiderio, come se le persone che abbiamo accanto, non potessero ogni tanto, essere in disaccordo con noi e questo significasse la fine della relazione.

E’ POSSIBILE CAMBIARE? Non tutte le relazioni riescono a farlo, specie quelle di coppia hanno bisogno della cooperazione di entrambi per trasformare in maniera adeguata il modo di relazionarsi, questo non significa che non si debba provare. Di certo, il singolo individuo si merita di lavorare sul suo modo di stare nei legami per evitare situazioni dolorose e per imparare a creare relazioni soddisfacenti. Facendo cosa per esempio? A seguire tre passi importanti:

Primo. Riconoscere cosa sta accadendo. A partire dalle emozioni che accompagnano ogni scelta non fatta, scoprendo di essersi incastrati in relazioni fatte di ricatti.

Secondo. Cercare di capire quali strategie del ricatto sono state usate e imparare a riconoscerle, mentre, si lavora per svelare le motivazioni profonde che hanno portato a reagire in un certo modo e a non farsi valere accettando i tanti ricatti.

Terzo.  Nutrire la propria Assertività per cambiare come formiamo e stabiliamo le relazioni (sul lavoro, a casa, in coppia). Essere assertivi significa riuscire ad affermare e difendere i propri bisogni. Non dimenticarsi dei propri desideri, lasciandoli aspettare in eterno dietro a quello che vogliono gli altri.

Quindi, se necessario, è bene mettersi prima possibile al lavoro. Si può imparare a comunicare in modo positivo, in modo da difendere quanto si ritiene opportuno per se stessi e allo stesso tempo avere reazioni positive di fronte a certi tentativi di manipolazione altrui. E’ necessario acquisire una certa sicurezza in quello che si dice e nel modo in cui accade, nonché una competenza nel riconoscere dove c’è puzza di ricatto.

1-AssertivitàSu tratta, quindi, di uno stile comunicativo chiaro e privo di manipolazione, che esprime quello che proviamo semplicemente, pur lasciando la possibilità di confrontarsi con quello che vivono e provano gli altri. Significa, prima di tutto, accettare di conoscere quello che si sente, i propri bisogni ed esigenze.

Come impariamo a comunicare in maniera assertiva? Imparando ad avere fiducia, che significa anche fare propria la consapevolezza che per far sentire il peso di quello che pensiamo, non è necessario passare attraverso la denigrazione e lo sminuire quello che pensano gli altri. Inoltre è bene lavorare sull’autostima, che ci permette di fare due cose : dire quello che pensiamo e dire su cosa non siamo d’accordo. Questo senza paura di non essere approvati, o che avere qualcuno che la pensa diversamente possa essere la fine del mondo. Rassegniamoci, capiterà sempre che qualcuno non sia d’accordo con noi!

Sarà bene poi, fare attenzione a come parliamo, alla nostra voce e anche ai nostri gesti. Tutto ci rende assertivi. Una voce calma e non minacciosa, insieme ad un modo di occupare lo spazio che non voglia sovrastare gli altri ma sia rilassato e non aggressivo, comunicano di noi che siamo a nostro agio. Questo ci rende persuasivi ma anche in una posizione migliore per ascoltare.

Chiaramente non significa che bisogna solo tirare acqua al proprio mulino, senza dar voce in capitolo agli altri. No. Un conto è il normale e sano compromesso che si può negoziare insieme, un conto è seppellire i propri bisogni per la colpa che si prova rispetto a quelli degli altri. Ed è questo secondo aspetto che balza all’occhio negli scambi manipolativi. Mentre si può essere in disaccordo, questo non significa non tenerci ad una relazione, ma accettare che siamo tutti diversi. Nelle coppie è necessario riconoscere bisogni e desideri dell’altro, perchè non c’è coppia dove finiamo per mettere solo parti di noi, a discapito dell’altra parte, che finisce relegata in un angolo. Le relazioni hanno solo da guadagnare dal comunicare in maniera non manipolativa, quando questo non è proprio possibile, sarà bene trovare il modo di fare anche solo un passo, ma in opposta direzione a chi ci parla per ricattarci.

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