Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Niente futuro per chi non sa sognare. La responsabilità del sognatore, da Neil Gaiman a ognuno di noi.

“Words are more important than they ever were: we navigate the world with words, and as the world slips onto the web, we need to follow, to communicate and to comprehend what we are reading. People who cannot understand each other cannot exchange ideas, cannot communicate”**
Neil Gaiman
 

Esiste una sorta di obbligo morale verso noi stessi, quello di tentare la strada alla felicità. Se fuori è tutto un tuonare di parole come impossibile, rassegnazione, inutile e lo stile vigente è il lamento, noi possiamo/dobbiamo fare la differenza. O, quanto meno, provarci.

Ma come è fatta questa strada che ci rende padroni del nostro futuro? Cosa la segnala e come ci dobbiamo armare per percorrerla? Quante possibilità abbiamo di arrivare in fondo, alla meta, ancora tutti interi? Sono domande delicate per un tema spinoso, vero. Eppure, se molti non riescono neppure a chiedersi come fare e cosa, sono in molti, giovani ragazzi ma anche adulti coraggiosi, una o mille volte nella vita, a mettersi in viaggio, per raggiungere un futuro capace, se non di ridere sfacciatamente, di sorridere.

Quale strada si può ancora dire perseguibile quindi, per provare a disegnarsi un futuro a propria misura? E quale strada possiamo indicare ai giovani, insegnare ai bambini, provare a pensare possibile anche da adulti? Una è certamente quella, delicata e piena di insidie, del SAPER SOGNARE. Che il sogno si impara, se non si è avuta la fortuna si averlo naturale a scorrerci nelle vene, e per quanto folle, anche in un momento dove la realtà fa la voce grossa, sognare ci deve far compagnia, deve renderci forti del nostro essere ancora capaci di riuscire in quelli che sono i nostri obiettivi.Obiettivi concreti che possiamo raggiungere sognando, rendendoci attivi, creativi, capaci anche di vedere frustrate le nostre aspirazioni per impararne di nuove. Si tratta di riuscire a creare dalla materia dei nostri sogni, un possibile futuro, un presente più comodo, una storia che ci racconti. Victor Hugo, scriveva che “un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa”, sottolineando il potere che hanno i sogni di definire il sognatore, oggi, ne sottolinea l’importanza uno scrittore-fumettista , a me caro, autore di molti libri pieni di mostri e, neanche a dirlo, di sogni. Parlo di Neil Gaiman, autore tra l’altro della serie di Sandman e di romanzi fantasy e non come “American Gods”.

In un articolo che troviamo sul “The Guardian” (15/10/2014) lo scrittore britannico, nella “lezione” annuale tenuta per la Reading Agency (ente di beneficenza inglese che si occupa di migliorare la qualità della vita partendo dalla lettura e dall’alfabetizzazione)suggerisce che, per avere ancora un futuro, abbiamo l’obbligo di usare la nostra immaginazione, di sognare ad occhi aperti, di leggere libri, di mantenere vive librerie e biblioteche. L’idea è quella che leggere abbia due compiti, il primo compito è di diventare una “droga” che spinge ad andare avanti, pagina dopo pagina, accompagnando le storie che si leggono, forzando il lettore ad “imparare nuove parole, pensare nuovi pensieri” e questo è POTERE. Il secondo compito della lettura è creare EMPATIA perchè, se guardando la TV è facile vedere soltanto, le cose succedono ad altri, leggere ti rende il protagonista dell’avventura, sei tu che costruisci il mondo dove tutto si svolge, sei tu che ridi, soffri. Leggendo si impara che gli altri sei tu e l’empatia spinge l’uomo a creare gruppi, avvicinarsi ai sentimenti altrui, spingendo il lettore a pensare che se il mondo non dovrebbe essere com’è e le cose dovrebbero essere differenti, bisogna pensare a come cambiarle. La lettura, le storie mostrano un mondo diverso, accompagnano dove non si è mai stati, aiutano a capire cosa non ci piace del nostro vivere ed il malessere che nasce da questa scoperta, secondo Gaiman, non è negativo. Perchè? Semplicemente, le persone scontente, che vivono un disagio o un malessere, hanno il potere di rendere le cose differenti, se sentono di poterlo fare e la lettura ci rende più consapevoli, abili, attenti.

Che il sapere, l’educare, siano armi contro la rassegnazione e l’appiattimento delle dinamiche sociali verso il basso, è sempre stato chiaro, la vera rivoluzione è di chi trasforma il suo pensiero in azione, sapendolo fare. La lettura insegna, prendendo per mano i ragazzi anche su temi da cui troppo spesso l’adulto li protegge, fino al soffocamento. Grazie alla lettura, molti ragazzi vivono le frustrazioni e le sofferenze che a gli sono negate nella realtà quotidiana, imparando, a trarne forza e non debolezza. Per questo bisogna fare attenzione ad avvicinare i BAMBINI alla lettura, qualunque lettura sia. Molti adulti, invece, distruggono l’amore dei ragazzi per la lettura, giudicando le loro letture o, peggio, convincendoli che leggere non è alla moda, abbandonandoli poi in un mondo di immagini velocissime e di comunicazioni superficiali, che tendono a rendere le immagini personali dei ragazzi fragili, incapaci di reggere le richieste interne ed esterne che, comunque, vengono prima o poi fatte dalla crescita e dalla vita stessa.

Leggere un libro apre una finestra per vedere il mondo fuori, può essere una via di fuga momentanea ma anche un posto dove trovare poteri speciali per non lasciarsi sopraffare dallo star male, per imparare ad avere fiducia del proprio sapere e dove acquisire molta conoscenza. Il potere della lettura come palestra per costruire il futuro, come allenamento per giovani e meno giovani sognatori, capaci di voler cambiare il loro mondo. Inoltre, è di pochi giorni fa l’articolo che ci segnalava quanto fosse importante la lettura per le nostre conversazioni da adulti. Parrebbe infatti che siano le parole che impariamo leggendo a 16 anni a formare il nostro vocabolario di adulti quarantenni (secondo l’articolo apparso su “The Conversation” il 6 novembre 2014). In questa visione, le librerie sono fonte di libertà, conoscenza, creano spazi dove imparare un grande potere, sempre più nascosto e spaventoso, quello di rendersi responsabili per il futuro, di accettare ci siano problemi, di sentire di poter fare.

Se pensiamo che anche solo leggere ai nostri bambini, favole favole e favole possa essere una forte arma contro la fatica che incontreranno da grandi a farsi strada, viene solo da chiedere “perchè non cominciamo subito?” Inoltre, la favola con le sue metafore è un territorio caro anche agli psicologi, che si accompagnano a molte di loro durante gli incontri si svolgono in terapia. Cosa sono, poi, coloro chiedono aiuto e sostegno a un terapeuta, se non scrittori alle prese con il più prezioso dei loro romanzi?

Sognare non è un vezzo dei bambini, piuttosto un potere che va insegnato e protetto, riuscire a vedere i propri sogni anche di giorno, riprendere il potere dell’immaginazione, quello spesso tolto da un modo di comunicare scarno e ricco di obiettivi altri, è un dovere, una responsabilità come adulti e come accompagnatori di molti bambini nel loro percorso verso il futuro. Come dice lo scrittore Gaiman, “we have an obligation to make things beautiful.” Riempiamo, quindi, la nostra vita di piccole, grandi, cose bellissime.

** Trad. dell’autrice: Le parole non sono mai state così importanti: navighiamo nel mondo con le parole e quanto più il mondo scivola nel web, maggiormente abbiamo bisogno di seguire, comunicare e comprendere ciò che stiamo leggendo. Le persone che non riescono a capirsi l’un l’altro non possono scambiarsi idee, non possono comunicare…)
Pollicino: I giovani lettori
L’Orco : Chi dice che la lettura è superata, vive solo per immagini e crede che il potere dei grandi sia smettere di sognare
L’arma segreta : Un libro, il sogno, coltivare il proprio potere anche ad occhi aperti, con responsabilità
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