Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Abuso emozionale e l’ “Effetto Harry Potter” sui bambini.

“Questa cicatrice se la terrà per sempre”
“E lei non può farci niente Silente?”
“Anche se potessi non lo farei. Le cicatrici possono tornare utili.”
J.K. Rowling “Harry Potter e la pietra filosofale”

 

Il mondo degli adulti non sempre è capace di proteggere i suoi bambini, non bastano convenzioni, codici e leggi per evitare che si continui a ferire, mortificare e abusare dei bambini. Seppure, già nel 1948, la  Dichiarazione Universale dei Diritti Umani definiva (art. 25) che l’infanzia ha “diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.” questo non si tramuta sempre in realtà. L’abuso è ancora un problema molto forte, con numeri e volti coinvolti numerosi. Ma oltre l’abuso prettamente fisico o sessuale, esiste un abuso più sottile e delicato di cui non si parla spesso come si dovrebbe ma causa ferite e difficoltà altrettanto devastanti. Si tratta dell’abuso emozionale,  un modo sottile di far male, che mostra sui bambini effetti dolorosi e persistenti se non si interviene.

L’abuso emozionale si manifesta con parole che degradano, con affermazioni che ledono i sentimenti del minore che, in assenza di sostegno, farà proprio quanto viene detto. Chi maltratta in questo caso, è un sapiente utilizzatore di parole crudeli che mirano a far sentire l’altro poca cosa, niente, sbagliato in quello che fa, denigrato in ogni mossa. La vittima di abuso emotivo si sente presto negata la sua stessa essenza di persona, i suoi sentimenti sono sbagliati, non si può fidare di niente, ogni suo passo viene denigrato, ridicolizzato, annullato. Il giudizio e la critica sono il pane quotidiano di questo comportamento. I bambini cominciano a provare vergogna per tutto, non si sentono presto forti abbastanza per opporsi specie perchè molto spesso sono i familiari a trattare il piccolo con scarsa attenzione, minando la sua autostima e facendo crescere un senso perpetuo di colpa e fragilità.

L’abuso si manifesta non solo con l’insulto e le umiliazione ma anche attraverso l’ignorare i bisogni del bambino, il rifiutarlo, la mancanza di una relazione gratificante ed empatica con le emozioni del bambino, mancando in toto l’attaccamento al piccolo, trascurando i suoi più semplici bisogni ( fame, sete, sonno). I bambini abusati in questo caso vengono isolati dal mondo, spesso tenuti da parte, nascosti, tenuti buoni con minacce e punizioni, anche molto severe. In breve il suo essere è oppresso e compromessa la sua capacità di esprimersi naturalmente, spesso portandolo a manifestare anche comportamenti distruttivi che lo allontanano dagli altri. Sono bambini “mai bravi abbastanza” (1999, J.A. Monteleone “Gli indicatori dell’abuso infantile. Gli effetti devastanti della violenza fisica e psicologica”)

L’abuso emotivo, mentale, ha ripercussioni sulla crescita emotiva, psicologica del bambino ma non solo, anche fisica, come si scriveva già parlando del cervello dei bambini maltrattati, tutto il corpo cambia in seguito ad abuso persistente. Infatti tutta la crescita della vittima viene a modificarsi rispetto a quello che sarebbe un salutare e naturale iter. Non solo le competenze sociali, il saper stare nel mondo del bambino, in relazione con gli altri, avrà un ritardo, ma anche la capacità di parlare e apprendere la lingua verrà compromessa in caso di abuso emotivo. Solitamente la piccola vittima potrebbe mostrarsi passiva nel modo di approcciare l’altro. La stessa crescita fisica del bambino solitamente subisce un fermo notevole.

Cosa accade esattamente? I bambini feriti dentro, su cui è stata esercitata una violenza emotiva, sono sempre in 300px-Logo_Harry_Potteruno stato di paura. Non sapendo come verranno attaccati a distanza di pochi minuti, vivono continuamente in atteggiamento di “attacco o fuga”, sull’attenti in attesa di venire sminuiti, maltrattati, colpiti nei loro sentimenti. Questo fisicamente ha una reazione molto chiara. Sono bambini sempre in stato di stress e lo stress attiva una serie di risposte definite, come lo sviluppare una quantità elevata di adrenalina e noradrenalina, ormoni che influenzano negativamente i processi anche di digestione e poi il cortisolo, l’ormone per antonomasia dello stress. Questo inibisce direttamente il lavoro dell‘ormone della crescita ( che valse il Nobel a Rita Levi Montalcini) e quindi, dopo tempo che si è esposti giornalmente ad attacchi e si vive in condizione di perenne stress, il bambino si troverà ad essere e apparire più piccolo della sua età, manifestando un chiaro ritardo della crescita.

E se pensiamo ad un bambino piccolo e magro, bassino per l’età, dalla carnagione chiara chi ci viene in mente? Il giovane Harry Potter per esempio, il giovane mago protagonista della fortunata saga di ben 7 libri, nata dalla penna della scrittrice J. K. Rowling.  E’ un articolo apparso su “The Conversation”  che ci porta a fare le giuste riflessioni sul giovane Harry bambino rispetto al suo essere minuto in relazione alla situazione familiare non semplice. La storia del ragazzino dai grandi occhiali la sappiamo, perduti i genitori, vive in un sottoscala piccolo e poco accogliente a casa degli zii, Vernon e Petulia, genitori del poco empatico cugino Dudley. La vita di Harry è scandita dalla cose da fare, come le pulizie, dai nomignoli e dalle continue punzecchiature degli zii che non gli risparmiano mai il ricordo di come sia stato fortunato ad essere accolto da loro, dopo la fine infelice dei suoi bizzarri genitori. Questo continuo maltrattamento mentale porta Harry a manifestare quella definita come PSS ( Psychosocial short stature) la Sindrome per cui si rimane di bassa statura, con uno scheletro più piccolo di quello che dovrebbe e potrebbe essere per genetica e possibilità e un peso inferiore a quello normale. Questo disturbo si manifesta dai due anni di età e continua fino all’adolescenza, come si scrive anche nell’articolo riportato,se non cambia qualcosa nella vita del bambino.Si tratta di bambini che non sono grandi come potrebbero e dovrebbero, piccoli fisicamente come piccoli si sentono nei confronti di un mondo adulto che colpisce invece di proteggere, sempre in attesa di essere minacciati.

La cura? Come per il giovane Harry, sarà fondamentale creare un ambiente dove il bambino si senta sostenuto, un posto suo che gli permetta di uscire dall’angolo scuro del maltrattamento e lo renda capace di sentirsi visibile e capace. Su tutto, quello che serve a questi bambini sarà il sostegno affettivo, allontanando se necessario il bambino dalla fonte del malessere, lavorando nel caso con gli abusanti, e inserendolo in un contesto che possa assicurare al bambino o all’adolescente una crescita adeguata, stimoli corretti, equilibrio emotivo, risorse ambientali corrette. Solitamente i ragazzi reagiscono bene ad un buon intervento e la crescita potrebbe riprendere.

Lo stesso Harry Potter, dopo anni in un sottoscala, trovata la sua strada, ricostruita la sua storia, forte delle sue capacità che credeva inesistenti, cresce moltissimo libro dopo libro, dentro e fuori e, nell’ultimo libro della saga, non sembra proprio più il bimbetto  dal viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley lo aveva preso a pugni sul naso.” ma si presenta come un giovane mago coraggioso che tanto riesce a fare per il mondo della magia e, di certo, per quello fragile e affamato di belle storie di innumerevoli lettori in tutto il mondo.

Perchè non ci sono eroi più grandi di tutti quei bambini che riescono, così piccoli, a vincere battaglie spaventose come la mancanza di amore e cure a cui troppo spesso sono chiamati a rispondere da parte di adulti in difficoltà. Loro sono i veri, numerosi maghi che camminano per le strade di questo mondo, dobbiamo solo aiutarli a scoprire la loro nascosta, troppo spesso umiliata magia.

Pollicino: I troppi Harry che non sempre troveranno la strada per la loro magia
L’Orco : L’abuso che impedisce ai bambini di crescere dentro e fuori
L’arma segreta :  Superare con l’aiuto degli altri l’abuso, scoprire il mondo fuori e creare relazioni migliori capaci di dare forza e fiducia in sé stessi

 

 

 

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