Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Se errare è umano, fare la cosa giusta è questione di App. Psicologia della decisione.

Le decisioni sono un modo per definire se stessi.
Sono il modo per dare vita e significato ai sogni.
Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo.
Sergio Bambarén
 

Dobbiamo decidere. Dobbiamo decidere, bene e in fretta. L’errore? Non è permesso o almeno viene mal sopportato. Preferibilmente la scelta deve essere anche quella giusta. E se non ci riesce a prendere una decisione, perdiamo fiducia in noi stessi. Quando invece scegliamo, tutto si calma intorno a noi, il nostro umore migliora, come se diventassimo più padroni della nostra vita. In effetti lo diventiamo, capaci di prenderci la responsabilità di seguire una o l’altra strada.

Ogni giorno facciamo talmente tante scelte che si perde il conto, eppure sempre più sembra diventare faticoso accettare qualcosa e rinunciare a qualcosa d’altro. I pro e i contro sono torri nemiche che ci fanno sentire piccoli e indifesi, il “dubbio patologico” diventa per molti una vera e propria malattia, un angosciante incapacità di fare un solo passo avanti, dalle domande più basilari (“Lo lascio o no?”) a quelle quotidiane (“Il caffè con lo zucchero o amaro?). Ma senza arrivare all’ossessione, si respira una sempre maggior fatica nel definire il prossimo passo da fare. Inoltre, la citata fretta e la sensazione che sia sempre meno accettato l’errore, rendono il tutto più sofferto e angosciante.

Quindi perché aspettare e non scegliere bene e in fretta la cosa migliore? Se errare è umano, fare la cosa giusta è a portata di App. Insomma, che si potesse evitare di decidere grazie alla tecnologia era questione di tempo e ora i tempi sono maturi. Infatti, è nata l’App per I-Phone che permette di evitare la fatica di decidere e aiuta a fare la scelta giusta. Si chiama ChoiceMap, ha come sottotitolo “prendere decisioni migliori” e ne parlava la Repubblica del 1/02 . A quali tipo di decisioni di applica? A tutte. Dal cambio di abitazione a quello di scelta lavorativa o di partner passando per il cosa sarebbe bene indossare o mangiare. Il suo creatore si chiama Jonathan Jackson e l’elemento quasi magico che pare poter togliere dall’impasse tanti indecisi è un algoritmo. Questo, tramite calcoli matematici, ipotesi, suggerimenti a vario titolo e fattori statistici, impostati in buona parte dallo stesso utente, offre la percentuale di successo per le opzioni interne ad ogni scelta, indirizzando così l’utente verso la mossa da fare. Nessuna scelta obbligata ma una pacca risolutiva sulle spalle e una luce che indichi la via. Esempio: non so se andare in vacanza al mare, montagna o collina, ecco che l’App ci fa vedere graficamente come sarebbe per noi meglio all’70% andare al mare, al 20% in collina e solo al 10% in montagna. E ora che lo sappiamo possiamo fare la scelta migliore rasserenati.

Il pensiero sottostante è che di fronte alle decisioni da prendere spesso non si ha fiducia di poter fare la cosa migliore, si è incapaci di definire il peso delle singole opzioni con correttezza e certezza matematica quindi, con un aiuto dal punto di vista più tecnico/statistico, ChoiceMap mette in condizioni di superare il bivio. In maniera chiara, graficamente, formula risposte alle decisioni da prendere basandosi su informazioni inserite dallo stesso utente, quindi fa classifiche, elabora percentuali.

La fatica di valutare? Roba datata. Il vecchio modo di operare con carta e penna, segnarsi punti a favore e sfavore? Obsoleto e impreciso. Le emozioni della scelta vengono contenute, perchè abbiamo un margine che frena l’indecisione e offre pratiche soluzioni. La paura di sbagliare dovrebbe uscirne mitigata e quasi ridicola. L’equilibrio assicurato dalle percentuali e i rischi da correre minimi. Sembrerebbe ottimo. O no?

Pensiamo a cosa significa decidere. Riflettiamo al valore che ha per ognuno di noi sentirsi responsabile di quanto accade alla propria vita. Pensiamo al coraggio necessario a camminare su una strada piuttosto che su un’altra, con tutto quello che si perde e si guadagna a scegliere un viottolo o un’autostrada.  Pensiamo anche al brivido dell’onestà di dire dei NO come dei SI’ e a come sia importante, non nell’immediato ma sul lungo periodo, poter dire di avere fatto le proprie scelte, una per una, anche le sbagliate.

Ogni decisione presa è accettare che si perde una parte di qualcosa, possibilità che non torneranno quasi mai. Così come si aprono le braccia a quanto invece diventa parte della vita. Davvero vogliamo dare tutto questo potere ad un algoritmo, che vuol dire, infondo, toglierne a noi stessi? Padroni di sbagliare, questo siamo. Perdere anche questa caratteristica davvero non costerà niente?

Inoltre, molto del nostro percorso decisionale, avviene dietro le percentuali, percorre strade sfumate e non prende con filosofia lo scoprire tutte le carte. Prendiamo per esempio la vita di coppia. Nel 1993, Wilson e Kraft in un loro lavoro affrontarono proprio i meccanismi alla base della scelta razionale dello star insieme. Un gruppo di coppie elencava tutti i suoi perchè, l’altro no. Analizzavano i motivi per cui stavano  con l’altro/a e scrivevano quanto ritenevano essere motivo di unione e legame. Risultò che le coppie che non avevano elencato i motivi per cui si piacevano (si piacevano e basta) avevano sul lungo periodo una durata più lunga. Svelare tutti i misteri spesso non illumina, anzi sbiadisce il sapore delle nostre giornate. Persino il signor Jackson, per arrivare alla sua App ha fatto ragionamenti e scelte tutte personali, un tocco di essenzialmente suo lo avrà certamente messo in atto, questo l’ha resa la strada vincente per lui, ma siamo certi che la formula sia buona per tutti? Pensiamoci prima di scaricare l’App, anche se dicono sia gratis non tutto si paga solo in denaro. In fondo, come scriveva Henri Frederic Amiel  “I nostri errori ci sono più cari delle verità degli altri.

 
Pollicino:  Chiunque debba prendere decisioni, tutti noi ogni giorno.
 
L’Orco : La paura di sbagliare
 
L’arma segreta :  Godersi i piccoli errori, imparare dai grandi, rischiare un po’ e darsi la disciplina personale che porti a scegliere secondo il proprio stile
 
Advertisements

6 commenti su “Se errare è umano, fare la cosa giusta è questione di App. Psicologia della decisione.

  1. Giordana
    3 febbraio 2014

    Sono a dir poco sconcertata…in un mondo in cui tutto è delegato all’esperto di turno ci mancava solo un App che decidesse per tutti. Che paura, mi sembra proprio che stiamo finendo nel Truman show…Facciamoci un favore, ignoriamone l’esistenza e godiamoci il gusto di fare scelte ed errori genuinamente NOSTRI. Sicuramente la vita sarà più “saporita”!

  2. andreamarino1975
    3 febbraio 2014

    L’ha ribloggato su DrAndreaMarinoe ha commentato:
    SULLE DECISIONI E SULLA LORO IMPORTANZA

  3. Filippo Di Mario
    3 febbraio 2014

    ciao, potrei utilizzare i vostri contenuti nel mio blog?

  4. Filippo Di Mario
    3 febbraio 2014

    oppure potrei invitarti a scrivere eventuali articoli che riguardano la tecnologia?

    • Dott.ssa Marzia Cikada
      4 febbraio 2014

      Benvenuto Filippo e grazie del tuo contributo. Il materiale di “Pollicino” può, certo, essere utilizzato se ne segnali la provenienza. Per altri eventuali scambi o invii di articoli, parliamone via email ( marziacikada[at]yahoo.it).

  5. Filippo Di Mario
    3 febbraio 2014

    L’ha ribloggato su Mega Blog.

I commenti sono chiusi.

Il presente blog utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Navigando comunque in Pollicino acconsenti al loro uso; clicca su esci se non interessato.INFORMATIVAESCI

PSICOLOGIA E DINTORNI

Pollicino Era un Grande è un Blog di Psicologia ideato e curato in ogni sua parte della Dott.ssa Marzia Cikada. Tutti i Post di questo Blog ( dove non diversamente segnalato) sono a sua cura e responsabilità.

Archivi