Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Purchè io ti veda! Famiglie che controllano i figli

Credete forse che io…E non vi veda?
Giorgio Faletti/Testimone di Bagnacavallo
 

Madri terrorizzare da Facebook, padri che temono che  i ragazzi corrano troppo in macchina, genitori che non riescono a respirare se non sanno esattamente dove si trovano i loro figli, in una parola paura di perdere il controllo. Cosa succede nei nuovi genitori? L’allarme, in parte motivato, nato dal pericolo che naviga sul web insieme ad un mondo esterno vissuto come pieno di insidie, diventa sempre più spesso motivo di controllo da parte dei genitori in maniera capillare e organizzata. Una volta si diceva, “vado a giocare al campetto” oggi un APP fornirà l’informazione esatta ai genitori delle coordinate dove possono trovare il figliolo in caso di bisogno. E guai a lui se non dovesse essere il campetto!! Genitori sempre più tecnologi si muniscono di strumenti atti a ogni necessità. Cosa succede quindi? Si va sul web e si scaricano applicazioni (piccoli programmi, software detti appunto APP) da mettere sul proprio cellulare, smarthphone o tablet per agire un controllo sempre più forte sulla vita dei ragazzi.

Un articolo di domenica della Repubblica, firmato da Jaime D’Alessandro ci offre una carrellata di questi programmi che ci permette di fare un ragionamento su cosa sta accadendo. Per esempio, c’è quello che controlla il respiro del bimbo nel sonno o i contenuti che i figli possono incontrare sul web. Alcuni dei programmi più conosciuti sono, tra gli altri, Life360  che permette di monitorare tutti i membri di una famiglia, sapendo benissimo dove si trovino e di attivare una chat con loro alla bisogna, oppure  Securafore, altro modo per restare informati in caso di pericolo tramite messaggi. Tutto scaricabile gratuitamente. Altrimenti di può anche comprare una MyKey  (della Ford) che limita la velocità e il volume della musica  nella macchina dei neopatentati. Ma non è finita i piccoli strumenti e programmi per il controllo sono molteplici ed i siti online che ne propongono sono numerosi. Sono sempre utili e necessari? Se da una parte il controllo della navigazione, specie per i più giovani, sempre auspicabile, insieme alla definizione chiara di regole e orari di fruizione della rete, resta un dubbio sul se non sia, tutto questo, esagerato.

Alberto Pian, consulente Apple ed esperto di educazione, si mostra preoccupato e dice che “i genitori spesso sono assenti e pensano di recuperare l’assenza con la tecnologia”, la preoccupazione è che il controllo prenda il posto della relazione, del dialogo dell’essere con il figlio per accompagnarlo. Il parental control non è solo il programma filtro che limita la visione di determinati siti o contenuti è anche come si gestisce il proprio  essere genitore. Può diventare una protezione ma anche una fonte di problemi successivi nello sviluppo dei ragazzi. Perchè, come sempre, osservare i figli che crescono ed essere presenti per sostenerli ed aiutarli è diverso da vivere nella paura di perdere il controllo su di loro. Alla lunga, uno stile troppo legato al controllo, rende i figli incerti davanti alle loro sfide personali e questo li penalizza nella crescita e nel confronto con gli altri.

Non parliamo certo di genitori punitivi che manifestano il controllo con urla e percosse, che possono creare dei problemi a livello emozionale interno nei figli, ma di genitori che a fin di bene, mostrano un ipercoinvolgimento protettivo (over-involved/protective, Gordon Parker ne parlava nel  1983 nel suo “Parental Overprotection: A risk Factor in Psychosocial Developmente”). Questo li porta ad agire un controllo continuo sulla vita dei  figli, mostrando una forte ansia che non mette il bambino in grado di affrontare la vita, impedendogli uno sviluppo sereno e facendolo sentire inadatto al mondo esterno, fino alla dipendenza con il genitore incapace di incoraggiare il suo viaggio nella vita.  Quindi quando siamo troppo attenti, quella che sta governando la vita di tutta la famiglia è l’ansia, la paura che qualcosa di brutto possa accadere. Ma l’ansia si può imparare ad affrontare e gestire. I genitori dovrebbero fare i conti con le loro paure e timori ( magari di non essere abbastanza bravo o presente o capace di educare i figli), permettendo che ogni tanto sia il figlio a chiedere aiuto, senza essere sempre pronti ad anticipare le difficoltà e dandogli così potere nella relazione. Parlare con i figli ed educarli, fargli sentire la presenza ma non il controllo, la fiducia e non solo la paura è un incentivo per i ragazzi a dare prova di quanto stanno imparando, anche con i passi falsi del caso.

Usare la tecnologia solo quando necessaria, non come supplente del genitore, non come impossibilità da parte dei figli di fare scelte autonome, mettere regole insieme e poi accettare che non è possibile trasformare la propria casa in una caserma. Tutto questo diventa fondamentale per dare maggiore sicurezza ai figli e non creare reali possibili situazioni a rischio nella loro condotta. La tecnologia è utile, permette davvero di salvare delle situazioni di pericolo ( malessere alla guida, entrare in contatto con materiale inadatto etc) ma deve essere uno strumento di contorno e non regolare i tempi e i ritmi delle famiglie. I figli devono ancora poter andare a giocare nel campetto con i loro compagni e scoprire il mondo sentendo che “possono farlo”: Per i genitori, ascoltare la propria ansia e perché si ha tanto bisogno di controllare, potrebbe essere un buon modo per conoscere meglio se stessi ed insieme sostenere l’entrata nel mondo dei figli senza troppi occhi puntati su di loro. Perchè come scriveva Gibran :

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.

 

da PensieriParole <http://www.pen

Pollicino: I figli

 

L’Orco : La paura di perderne il controllo dei genitori

 

L’arma segreta :  Usare la tecnologia con moderazione e con abbondanza la calda osservazione

 


 

 

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