Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Mamma che paura! Quando l’ansia dei genitori spaventa i figli

La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c’è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa.
Saul BellowIl re della pioggia, 1959
 

“Non correre”, “Fai attenzione”, “Adesso viene mamma e ti aiuta”, “Fermo, è pericoloso”, “Aspetta, aspetta che arrivo io”, “Non farlo mai più, vuoi farmi morire di paura?“….e la lista è ancora lungi dal terminare. Ogni giorno, milioni di mamme e di papà, sono pronti a proteggere i loro bambini da ogni male possibili, anche inventandoseli se necessario. Non sto scherzando. Molti genitori impiegano moltissime energie per salvaguardare il bene dei loro figli, con il rischio però di essere talmente bravi nel proteggerli che finiscono con l’impedire ai piccoli di fare esperienza anche utili, importanti. Peggio, in alcuni casi, l’amore che mettono nel difenderli, inventa nemici laddove c’è solo il bisogno di crescere e rende i bambini insicuri sul potersela mai cavare da soli in un mondo così terribile e pieno di mostri più grandi di loro. La paura nutre altra paura e rende pieni di sfiducia nelle proprie possibilità. Molti genitori, a fin di bene, rischiano di insegnare la paura, rendendo ancora più forte e, infine necessario, il bisogno che i figli siano protetti e rassicurati….infinitamente. Il nemico in quel caso è l’ansia del genitore, che prende il sopravvento su tutto, rendendo il mondo una giungla di nemici e ostacoli, finendo con il voler aiutare i figli talmente tanto, in tutto e per tutto, che quello che loro imparano è di non essere abbastanza in gamba da potercela fare senza l’aiuto di mamma e papà.

Guardando questo video in cui una bambina di una anno e nove mesi si tuffa e nuota felice in piscina, mi sono risuonate le urla di tante mamme sulla spiaggia, a bambini ben più grandi, che, con un mare bassissimo e calmo, chiedevano a gran voce ai propri figli di non avvicinarsi all’acqua, che era pericoloso. Il video, riportato e commentato anche sul sito Eticamente.net, ci illustra una possibilità. Quella che bambini accompagnati alla scoperta del mondo, controllati e non abbandonati a se stessi, possono fare esperienze bellissime e crescere sentendosi sicuri di potere. D’altronde i bambini nascono naturalmente capaci di fare molte più cose di quelle che si credono, purtroppo sono le storie e le paure degli adulti che finiscono spesso con il rallentare la loro scoperta del mondo.

Un genitore teme per il bene dei suoi figli. Questo è sano, normale. Fa parte del terribilmente fantastico mestiere di padri e madri. MA. Ascoltiamo le nostre paure e decifriamole prima che finiscano con il governare la nostra vita e quella dei bambini che educhiamo. Molte ansie e timori sono il bagaglio di esperienze personali passate, come tali vanno affrontate e superate e non lasciate libere di limitare la nostra libertà di movimento nel mondo e quella dei figli. L’ansia di essere un buon genitore a volte viene fraintesa e la sia cerca di placare controllando tutto. Questo potrebbe diventare un ostacolo ad una naturale e serena crescita dei bambini che si trovano circondati di paure, vere e figurate che impediscono di fare esperienza del mondo, specie quello fuori dalle mura domestiche. Tutto diventa “brutto”, “cacca”, “no” e i piccoli si ritrovano a non poter toccare, provare, sperimentare quasi niente se non dopo il vaglio dei genitori. Non possono neppure permettersi di cadere, quando si allenano per imparare a camminare, perché madri e padri sono pronti a sistemare comodi cuscini o a prenderli in braccio,  a metterli in salvo. Ma sono loro, i grandi, ad avere paura, il bambino sa moderare la sua, non vuole certo farsi male e spesso si prova nella caduta per potersi sentire capace di poter cadere e specie agli inizi dell’avventura del camminare questo è fondamentale. Se si teme la caduta allora si finirà con lo stare immobili, protetti e insicuri.

La paura è naturale e aiuta anche a crescere, migliora la capacità di adattarsi e ci prova. Tutti i bambini, prima o poi, vivranno le loro personali paure, quindi evitiamo di regalargli anche le nostre e non rendiamo le loro esperienze troppo cariche dell’apprensione adulta. Spesso i piccoli problemi riusciranno a risolverli da soli già da molto piccoli e con estrema soddisfazione personale. La maggioranza delle paure di bambini sono infatti passeggere e cambiano con la sua crescita e il suo averle sapute gestire. Il genitore dovrà “semplicemente” accoglierle, rispettarle, non ridicolizzarle né ingigantirle con le sue, mostrandogli invece la fiducia nella sua possibilità di superarle, eventualmente anche con il piccolo aiuto di un professionista ma mai sminuendo il bambino.

La paura è particolarmente contagiosa e porta spesso a provare paure sempre più grandi, se il genitore impara ad avere una genitorialità positiva e fiduciosa scoprirà di arricchire l’esperienza dei suoi figli ogni giorno, dandogli modo di sperimentare e di crescere in armonia con un mondo ricco di cose da imparare e anche da cui stare alla larga ma per esperienza personale. Questo non significa abbandonare i bambini ma imparare ad esserci pur non essendo sempre presenti, evitando così che le nostre paure, tenute alla debita distanza, facciano ombra alla fiducia che il bambino deve avere in se stesso.

Pollicino:  Bimbi e Genitori alle prese con la Paura 
 
L’Orco :  L’ansia del pericolo, la paura di non essere abbastanza protettivi, genitori non adeguati!
 
L’arma segreta : Trovare e coltivare la fiducia in se come genitori e nei figli come capaci sperimentatori del mondo
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Questa voce è stata pubblicata il 30 agosto 2013 da in Bambini Felici, Essere Famiglia con tag , , , , , , , , , , , .
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