Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Diverso è meglio. La coppia “strana” è vincente?

Non siamo mai tanto diversi dagli altri quanto crediamo o dovremmo.
Ivy Compton-Burnett

E’ ancora estate, ci piace la leggerezza prima del freddo inverno, ne dobbiamo mettere da parte per quando le emozioni saranno congelate come le temperature. Per cui si trattano argomenti così detti da “ombrellone”.  Si parla di coppia su D. di Repubblica  nell’articolo di Paola Scaccabarozzi e lo si fa puntando la propria attenzione sulle  coppie che si nutrono di diversità, quella tra di loro.  Esempi? Lei più grande di molti anni, o di altra cultura o paese, di altro ceto sociale o religione. Storie che nascono magari con la leggerezza di cui si parlava, quella dell’estate ma che poi sembrano tenere anche alle prime foglie cadenti dell’autunno. Nell’articolo vengono presentate 5 storie diverse ma basta girarci intorno e, non solo nella clinica, le coppia attratte dalla diversità sono molte e hanno molte storie da raccontare.  Intervistata sull’argomento anche la psichiatra, psicoanalista Chiara Paola Oggionni che riflette sul perchè si sceglie un compagno così “diverso”. Motivando la scelta con la sfida a se stesse, una “provocazione inconscia” al loro mondo, secondo cui  sono ” donne che prediligono sempre una categoria di uomini, quasi fossero acquisti seriali. Per loro le presentazioni in famiglia o agli amici non saranno dunque un problema, anzi, solleticheranno quel sottile compiacimento dettato dall’imbarazzo altrui”.  Chiaramente nel caso in cui la coppia non sia nata per sfida ma per innamoramento, sarà importante preparare il contesto familiare, come quello amicale, alla “novità” e poi, nel caso,  non inseguire l’approvazione a tutti i costi ma portare avanti la propria scelta.  Insomma i temi sono la scelta e l’accettazione degli altri.

La scelta. Perchè si sceglie di essere una coppia con così grandi differenze? Certamente, la parte di sfida e opposizione a quanto la propria famiglia presenta come regola, è una componente. E’ anche vero che sono solitamente le prime relazioni adolescenziali a trovare nella spinta a essere individui contro la famiglia a nutrirsi della “differenza da..” con maggior voracità. Nell’età adulta la complementarietà, la possibilità di arricchire reciprocamente la relazione è importante e sana, rendendo più vive le relazioni, salvaguardando le differenze di progetto individuale pur portando avanti il desiderio di storia comune. Se una coppia vive di attrazione, che cambia con il tempo,  sentimento affettuoso, intimità e fattori cognitivi che ci fanno accettare l’altro con quello che anche non ci piace o piace meno, la differenza in coppia gioca un ruolo affascinante, intrigante quanto complesso con l’andare del tempo. Se nell’innamoramento stimola ed eccita il diverso da noi, nella fase matura della coppia questo dovrà essere argomento di confronto e crescita per entrambi.

Lo famo strano? Le coppie della differenza. Alcuni esempi con qualche pellicola esplicativa.

Lei più grande di lui. E di molto. Ne parla in maniera fresca il film francese “20 anni di meno” (2013) dove una matura madre separata in carriera, Alice, finirà con il capire di voler vivere pienamente la sua storia d’amore con il giovane studente Balthazar. E’ il fenomeno delle cosidette “cougar” parola che dallo slang è entrata nella quotidianità e che intende donne mature (30/40 anni) che si accompagnano e vivono storie sessuali con ragazzi giovanissimi. A parte l’evento di costume, specie nello show business, le donne che trovano la serenità con ragazzi più giovani sono molte. Complice la leggerezza che questi riescono a mettere nelle relazioni, spesso di molto manchevole nelle relazioni con coetanei, frustrati e affaticati da legami fallimentari, problemi “normali” per l’età e una scarsa propensione al sogno romantico e leggero. Ma passato l’entusiasmo una coppia del genere può reggere gli scossoni del reale? La difficoltà di essere coppia? La risposta non esiste, se non caso per caso. Se la maggioranza non diventa una coppia stabile nel tempo, altre riescono, con compromessi,  attenzioni e cura del propria patto di coppia.

Lui di un altra cultura e/o di un altro colore della pelle. Pensiamo al capolavoro-commedia del 1967 “Indovina chi viene a cena?” dove una giovane donna borghese presenta ai genitori il nuovo fidanzato di colore che seppure medico e dalle ottime maniere sempre di colore è, tanto da far esclamare alla padrona di casa “Signore salvaci, questa casa è invasa dai negri!”. Se nel film tutto si risolveva per il meglio, purtroppo non tutte le famiglie riescono a capire e superare il proprio razzismo. In questo caso bisogna scegliere e trovare come salvaguardare il proprio benessere e la propria coppia. per quanto doloroso, non sempre il proprio star bene è motivazione sufficiente per alterare equilibri che si perpetuano nelle famiglie da generazioni. Se il dialogo e il tentativo di farsi accettare per le proprie scelte sia fondamentale, bisognerà anche avere uno spazio mentale dove coltivare l’idea che potrebbe non essere possibile superare l’ostacolo, non sempre chi la dura la vince. Specie con le proprie famiglie.

Lui e lei separati dalla diversità di ceto sociale. Lei ricca e lui povero sembra di gran lunga meno accettato socialmente del contrario. Nel film “Le pagine della nostra  vita”, titolo originale “Notebook” (2004) la storia d’amore tra i due protagonisti si snoda in tanti anni, ma lo spazio tra le loro differenze sociali verrà colmato solo dopo molte perizie, dandogli però la possibilità di diventare anziani insieme. Se la storia inizia negli anni 40, ancora oggi la differenza di appartenenza sociale mette in crisi molte coppie. Stili di vita, cultura familiare e degli amici, sono moltissimi gli ostacoli che si incontrano per potersi dire vincitori su quella che non è solo una differenza di conto in banca. Il non poter contribuire nello stesso modo al menage della coppia mette in crisi molti uomini, mentre il potere contrattuale del denaro rischia di mettere in secondo piano il sentimento ed il legame, creando una comunicazione falsata.

Ma il primo passo per cui la coppia si potrà dire sufficientemente forte è proprio quando, fuori dalla magia dell’incontro, si troverà a vivere nel mondo, a confrontarsi con l’esterno e la sua accettazione. Viviamo in gruppo, abbiamo bisogno che quanti sono con noi, famigliari, amici, colleghi ci confermino che apparteniamo al sistema che si crea insieme, non è facile fare scelte contrarie a quanto il singolo gruppo protegge come valore proprio. La scelta di un partner “non presentabile” ( per cultura, età, religione e non solo) mette in crisi tutta una serie di equilibri delicati. Provoca ansia e incertezza, frustra il nostro bisogno di accettazione, uno dei maggiori bisogni sociali secondo Maslow e la sua piramide dei bisogni. Non è raro che molte coppie del genere falliscano nel difendere la propria coppia proprio sbattendo contro il resto del mondo, genitori che non accettano la provenienza (geografica o sociale), amici che giudicano la scelta, invadenze di campo che la coppia può non riuscire a controllare, cadendone colpita in via definitiva. E’ un discorso non solo femminile ma legato alla difficoltà di far accettare la propria differenza da quanto si ritiene unico e compatto, la rigidità di quanto è ok o nonok limita in questo modo ( sottilmente o in maniera ben esplicita) la manifestazione di quanto non è conforme ai valori riconosciuti familiari. Sacrificarsi o rischiare di essere allontanati è in questi casi un bivio terribilmente attuale. Nella sua storia la coppia “diversa” dovrà tenerlo chiaramente a mente e non sottovalutarlo ma non per questo rinunciare ad una coppia solida e complice qualora si sia certi dei propri sentimenti e progetti condivisi.

Pollicino:  La coppia diversa 

L’Orco : La distanza tra i mondi ( e le famiglie) che pare incolmabile

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