Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

Le Relazioni nella Rete -1- Bambini

Internet
 “Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione. Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo”.
Bill Gates
 

Dopo le rivoluzioni bisogna sempre fare molta attenzione.  Noi oggi, siamo di fronte a cambiamenti quotidiani che ci coinvolgono tutti. Inutile far finta di niente. Perché, anche se ha da poco ha festeggiato 20 anni, Internet è una devastante, sproporzionata, fantastica rivoluzione che ha cambiato il modo di vivere di tutti, singoli e famiglie. Sembra che non si possa esistere senza i servizi che la rete offre, dal World Wide Web, all’ e-commerce, alle chat, all’utilizzo della posta elettronica, l’email. Niente di male, la usiamo tutti, io in primis. Ma uno strumento così potente, che mi permette di comunicare con chiunque, in qualunque situazione, in qualunque posto, anche potendo cambiare, nascondere, camuffare la mia identità è uno strumento che deve sapersi utilizzare. Mentre molti adulti cercano di far finta che non esista, trincerandosi dietro a un “non fa per me” o “sono troppo vecchio”, i giovanissimi sono bravissimi a scoprirne i segreti velocissimamente, passando da video gioco alla chat, al profilo su Facebook senza problemi e con somma naturalezza. Nascono in questi anni i primi figli di ragazzi cresciuti nella Rete, le relazioni non ne sono restate indifferenti, oggi dal primo bacio al divorzio, tutto passa online.  I figli di oggi, nascono senza dover reimparare a comunicare su internet, per loro è tutto naturale come è naturale che questo sia pericoloso. Pericoloso lasciare un bambino da solo  nella stanza delle magie, certamente poi non possiamo pensare sia stato assurdo ed impensabile che ne abbia usata qualcuna a caso, magari facendosi del male.  Quindi, prima regola è non fare finta di niente. Inutile pensare a quali punizioni, limitazioni, negazioni mettere su per evitare che si ecceda. Rassegnamoci, nei paesi dove c’è un computer la vita scorre in Rete. Non possiamo far finta niente. Ma possiamo imparare a conoscerla, capire come si muove, utilizzarla e non lasciare che ci utilizzi o peggio, ferisca i bambini.

Oggi, leggo un articolo uscito sulla Repubblica dove si parla di numeri, che sono sempre un buon inizio per incorniciare un fenomeno. Una ricerca che mette insieme tutta Europa e ci dice che sono molto alte le possibilità di avere problemi di cyberbullismo, incontri sessuali, fare sexting ( invio di immagini o testi a sfondo sessuale tramite mezzi informatici),  partecipare di materiale pornografico etc. La ricerca a livello europeo è coordinata dalla London School of Economics ad Political Science. Ci racconta che sono moltissimi i bambini che iniziano precocemente a intessere relazioni online con persone che non conoscono e ben il 9% trasforma queste relazioni in incontri reali, senza mai dirlo ai genitori. D’altro canto, i genitori spesso ignorano le competenze dei loro figli davanti ad una tastiera e non solo non sanno che sono vittime o anche solo fruitori di incontri nati online, il 15% dei giovani tra gli 11 e i 16 anni sono coinvolti nel sextingma ritengono che non potrebbero fare esperienze di questo tipo online o che, nel caso, saprebbero come reagire. Eppure i numeri ci dicono, ancora, che in Italia il 60% degli intervistati utilizza Internet quotidianamente. I bambini si Svezia e Danimarca, di poco più precoci dei  bambini italiani, iniziano a navigare in rete intorno ai 7 anni contro i 10 del bambino italiano( ma ricordiamoci sempre che parliamo di medie statistiche). Risulta chiaro che i  bambini non giocano più con i giochi di “una volta” e al loro posto convivono giornalmente con videogiochi, realtà virtuali, profili nei social network, materiale pornografico e adescatori. Questo si nota anche nel rapporto  Istat “Infanzia e vita quotidiana”  confermato dai dati a livello europeo. I rischi per i bambini sono altissimi, purtroppo spesso neppure concepiti come possibili dai genitori.  Ecco alcune percentuali su cui vale la pena ragionare. Il 67%  dei genitori  non sanno che i figli hanno problemi o sono vittime di cyberbullismo, mentre il 73% degli insegnanti non è coinvolta nelle attività che i ragazzi fanno sul web. I genitori cercano di mettere un freno all’utilizzo e alle informazioni del minore che possono andare in giro online ma non sanno poi come i ragazzi utilizzano la rete, cosa o chi incontrano, che tipo di informazioni vengono dai ragazzi trovate, immagazzinate, recepite, come vengono le immagini viste tradotte e interpretate, che idee se ne facciano. Insomma, è chiaro che non basta mettere un limite al quanto ma anche bisogna conoscere il Come i figli utilizzano Internet, che tipo di informazioni ne ricavino, che emozioni vivono dietro lo schermo.

Bambini e la Rete

Parlando di Facebook vengono fuori altri dati interessanti. Il 59% degli intervistati (dai 9 ai 16 anni) dichiara di possedere un profilo personale e ben il 26% è nella fascia di età 9-10. In tutto questo, ricordiamo che la legge non consentirebbe loro di avere un profilo sul più famoso Social Network esistente, che richiede l’età minima di 13 anni. Cosa significa? Che manca monitoraggio sulla condotta dei ragazzi, scambio con loro di informazioni, al di là dei limiti che vengono imposti e la tutela di alcuni dati. Sembra sia difficile trovare un tempo per discutere di cosa significa per loro il tempo trascorso in rete, che tipo di relazioni vi vivono, quanto davvero siano capaci di districarsi nel difficile mondo virtuale dove tutto è possibile. Prima di mettere veti, impariamo il mondo della Rete, a molti adulti sconosciuto, capiamo cosa sia e poi aiutiamo i ragazzi a non cadere in facili trappole, accettando che spesso sono meno protetti di quello che desidereremmo. Fondamentale è comunicare con i bambini per avere la certezza che si sappiano destreggiare nell’intricata rete di possibilità e suggerimenti che Internet propone. Perchè sappiano sfruttare le risorse della rete senza farsi male, imparando con il nostro aiuto, che non è online che potranno trovare il sollievo e le risposte a tante domande che gli verranno in mente negli anni.

Pollicino:  Figli
 
L’Orco :  Il lato oscuro della Rete 
 
L’arma segreta :  Il monitoraggio e l’accompagnamento da parte dei genitori
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